In fotografia sembrava un’altra cosa…

E’ importante che le fotografie di interni scattate per clienti come bed and breakfast, hotel, case vacanze rispecchino adeguatamente la struttura.

Il settore del turismo negli ultimi anni è ormai influenzato diremmo quasi totalmente dalla qualità delle recensioni lasciate sui grandi portali turistici tra cui Booking, AirBnB, Tripadvisor, etc.

E’ perciò di fondamentale importanza che la struttura venga si valorizzata attraverso un servizio fotografico professionale, ma che sia più veritiero possibile.

Va bene preparare la struttura recettiva turistica prima dell’arrivo del fotografo, rendendola pulita, sistemata e più gradevole possibile agli occhi del visitatore e del futuro fruitore. E’ altresì importante seguire tutta una serie di preparativi, ne elenchiamo una decina qui di seguito:

  1.  pulizia
  2. controllo luci dello stesso punto di bianco (molto importante)
  3. inserire piante vere, eliminare quelle finte
  4. aggiustare i tappeti
  5. in cucina, balcone o sala da pranzo, apparecchiare per la colazione
  6. nei bagni, togliere flaconi di bagnoschiuma, saponette, lasciare qualche asciugamano e il tappetino per la doccia ben ripiegati
  7. sui letti è possibile piegare e riporre il set di asciugamani per gli ospiti
  8. pulire i vetri
  9. sistemare le tende e chiuderle
  10. togliere oggetti personali, fotografie, elettrodomestici vecchi e non utilizzati

Un fattore molto importante che fa la differenza per la riuscita di un servizio fotografico per strutture turistiche recettive è l’ambientazione e l’atmosfera che crea la luce.

Quante fonti di luce, compresa quella proveniente dalle finestre, si possono trovare in una stanza? E che tipi di fonti sono? Luce esterna naturale? Interna artificiale, a led, a incandescenza, al neon? E che colore hanno? In fotografia il colore della luce si misura in temperature espresse in gradi Kelvin (K). La luce solare, per esempio, ha una temperatura di 5000 gradi Kelvin ed è considerata luce neutra, anche se la stessa può variare in base all’ora della giornata (la luce più calda del tramonto ad esempio è differente dalla luce di mezzogiorno). Le luci artificiali, invece, oscillano tra i 3.500 gradi (calda-gialla) e i 6 mila gradi (fredda-azzurra). Ovviamente ci possono essere situazioni estreme o condizioni in cui la luce artificiale è molto simile alla luce solare.

Come ovviare dunque alle diverse gradazioni delle fonti di luce per ottenere un buon risultato senza che una luce prevalga sull’altra o che in una stessa fotografia ci siano fonti di luce di diverse gradazioni di bianco?

Le opzioni a disposizione sono fondamentalmente quattro: fotografare usando solo la luce esterna; fotografare usando solo la luce interna; fotografare usando la luce esterna ma aggiungendo fonti di luce alternative (flash: da due fino a otto, in certi casi anche oltre. I flash hanno una temperatura colore simile a quella solare); fotografare infine usando entrambi i tipi di luce: interna ed esterna.

Che risultati potremo aspettarci?

Utilizzando solo la luce esterna, nel 90% dei casi la camera tende a essere scarsamente illuminata nelle aree interne, con l’eccezione della zona delle finestre. Utilizzando solo la luce interna si hanno invece due possibilità: o si fotografa di sera, quando fuori è buio, con risultati frequentemente discutibili; oppure ci si deve confrontare comunque con un mix tra due fonti di luce: quella interna e quella esterna. Tutto ciò senza considerare il fatto che spesso, in una stanza, si trovano lampade diverse, con temperature colore differenti, e persino paralumi che possono aggiungere un ulteriore colore all’ambiente.

Servendosi della luce esterna con l’aggiunta di fonti alternative quali i flash si possono poi ottenere delle immagini spettacolari, che tuttavia richiedono un’abilità notevole nel controllo della luce stessa.

Il problema, in ogni caso, è che in questo modo si crea una condizione che nella realtà non esiste: l’ospite al suo arrivo non troverà mai l’atmosfera ritratta nella foto.

La fotografia migliore si ottiene quasi sempre tramite l’uso contemporaneo della luce interna ed esterna. In fondo, i punti luce di una stanza (lampade, lampadari, abat-jour, applique…) difficilmente sono frutto del caso e piazzate dove capita. Perché quindi non valorizzarle al meglio?

Un altro fattore da considerare che può far sembrare diversa una fotografia dalla realtà è la distorsione ottica degli obiettivi. Per una fotografia più vicina alla realtà converrebbe usare un’ottica grandangolare non troppo “spinta”, cercando di evitare il fisheye. Per ambienti piccolissimi converrebbe fotografare solo dettagli o in caso di utilizzo di fisheye, specificarlo nella descrizione della struttura.

Ma sarà anche fondamentale non post-produrre eccessivamente le fotografie. Si intende per post-produzione la riparazione attraverso un software di foto-ritocco di dettagli che all’arrivo degli ospiti saranno ben visibili. Parliamo di crepe sui muri, mattonelle rotte, macchie di muffa, etc. In realtà la riparazione di questi elementi dovrebbe essere a cura del proprietario prima della chiamata del fotografo per realizzare il servizio fotografico della struttura recettiva.

In conclusione, bisogna utilizzare fotografie ben fatte ma anche raffiguranti la struttura recettiva in maniera oggettiva e realistica.

Per altre informazioni e consulenza potete comunque contattarci.

In fotografia sembrava un’altra cosa… ultima modifica: 2016-10-26T16:53:27+00:00 da Studio Contrasto
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